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Il dopo di noi

Logo ns. domaniE' l'interrogativo delle famiglie al quale stiamo cercando di dare risposte alternative all'istituto. Ma quali sono le esigenze di residenzialità per i disabili del nostro territorio? Ci basiamo sui dati (aggiornati a marzo 2002) forniti dalla Commissione provinciale di lavoro sulla residenzialità delle persone disabili (Asl 7,8 e 9), attiva da un paio d'anni e composta dai rappresentanti delle tre Conferenze dei sindaci, delle Asl stesse, della nostra Fondazione, del Coordinamento provinciale associazioni handicappati (Cpah) di Treviso. Sulla base del numero di abitanti complessivo delle tre Asl della provincia, che ammonta a 793.559 persone (al 31/12/2000), i disabili sopra i 18 anni, già in carico ai servizi dell'Asl, sono 1121.
Di questi, 548 hanno da 18 a 30 anni, 405 da 31 a 40 anni, 130 da 41 a 50 anni, 38 da 51 a 65 anni. La maggior parte di loro è in situazione di gravità: il 68%, infatti, ha un'invalidità del 100%, con o senza indennità di accompagnamento. Solo 67 di loro sono già inseriti in comunità alloggio. La disabilità è plurima nel 70% dei casi, intellettiva per il 26%, motoria per il 4%. Sono dati che non tengono conto né del sommerso, né del numero di persone disabili già ricoverate in istituto, che
potrebbero essere dimesse per una loro collocazione più idonea.

Da altri tipi di indagine, si ipotizza che in un prossimo futuro saranno 523 le persone disabili tra i 30 e i 65 anni, interessate al bisogno di residenzialità; con una prevalenza di problemi gravi (70-80%) e disabilità ntellettivi e plurime e problemi comportamentali.
Si calcola che le motivazioni della richiesta di comunità alloggio in gruppi appartamento, comunità alloggio o Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) a seconda del tipo di problemi saranno, nel 70% dei casi, la situazione familiare (mancanza di uno o di entrambi i genitori, o presenza di uno solo dei due, spesso anziano o malato), per il restante 30% problemi di relazione (aggressività, conflitto, instabilità). La Commissione prevede che nei prossimi tre anni saranno circa 280 i disabili tra i 18 e i 65 anni che richiederanno la residenzialità. Potranno essere accolti

 

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