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I progetti

Logo ns. domaniGrazie ai lasciti e alle donazioni di privati, abbiamo avviato i primi progetti. Le comunità porteranno il nome di chi ha generosamente donato alla Fondazione una parte delle sue proprietà. In ciascuna struttura, del costo complessivo di 1.850.000 euro, saranno realizzate due unità abitative, del tutto autonome, ciascuna di 10 posti letto di cui due di pronta accoglienza. Le case (in comunità distinte e omogenee secondo le diverse tipologie di ospiti) sono destinate a disabili fisici, psichici, psichiatrici e ai soggetti più "gravi" (ad esclusione delle persone che hanno bisogno di interventi prevalentemente sanitari).
I fondi necessari saranno raccolti attraverso lasciti e donazioni di privati e famiglie, contributi regionali e comunali ma anche grazie al personale sostegno di tutti. La gestione sarà affidata in convenzione al privato sociale. Vorremmo ricreare un contesto familiare e favorire lo scambio e l'integrazione con il territorio, specialmente con il volontariato locale e i gruppi giovanili.

 

 

Casa "Giovanna De Rossi"

Cavriè di S. Biagio di Callalta

E' stata la prima casa ad entrare in funzione.Si è partiti dalla donazioni di un lascito dalla signora Giovanna De Rossi ( una villa con adiacenza e vari terreni) ai Padri del Santo di Padova e da questi messo a disposizione della Fondazione. Le spese di costruzione sono state coperte dal ricavato della vendita della villa e del terreno, da un contributo regionale(un miliardo di vecchie lire) e della accensione di un mutuo. La comunità, in convenzione con l'azienda Ulss9, è stata affidata in gestione alla cooperativa "IL SENTIERO". La casa, in zona centrale del paese, è attiva dal novembre 2003 con due diverse comunità, una di persone con disabilità fisica e la seconda con disabilità intellettiva.

Casa "Maria Adelaide Da Sacco"

Vidor

L'iniziativa è partita da un gruppo di famiglie del territorio,ciascuna delle quali si è autotassata (per una somma di 30 milioni di vecchie lire).Grazie alla intermediazione del parroco del luogo, don Benedetto Carlot, il gruppo ha trovato successivamente la generosità del conte Alberto Da Sacco che ha messo a disposizione un rilevante patrimonio (rustici, terreni, e 500 mila euro) in memoria della figlia Maria Adelaide prematuramente scomparsa. Le famiglie hanno poi deciso di trasferire l'intera donazione alla Fondazione alla condizioni e al fine di realizzare in loco un centro diurno e una comunità alloggio per i propri figli.
Negli anni successivi,il gruppo ha coinvolto l'intero territorio - sopratutto le Pro Loco e i Gruppi Alpini -con una ricca serie di iniziative (fra queste la già citata raccolta fondi "Frutto di un sostegno sociale") tanto da coprire per tanta parte il costo dell'intero complesso edilizio. La regione Veneto ha erogato per la costruzione un contributo di 352 mila euro.
L'edificio è stato costruito ex nuovo nel rispetto della struttura esterna dei rustici preesistenti. "Casa Maria Adelaide Da Sacco" ha cominciato a funzionare nel novembre 2005, affidata in gestione alla cooperativa "La Rete".

Casa "Spigariol-Minatel"

Breda di piave

La signora Giovanna Minatel di Breda di Piave-nel rispetto della volontà del defunto marito Lorenzo Spigariol- ha donato alla fondazione un terreno di 6000 metri quadri in pieno centro del paese. Data la mancanza da parte del "Nostro Domani"di un adeguato piano di finanziamento, si è deciso di concedere all'Ater di Treviso il diritto di superfice dell'area per 60 anni, con l'onere di provvedere al costo dell'intera costruzione . Il Comune di Breda di Piave ha dato un suo contributo pari a 15 mila euro, finalizzato ad un specifico progetto. "Casa Spigariol-Minetal" ha iniziato a funzionare nel Febbraio 2006, affidata in gestione alla cooperativa "La Rete".

 

Casa "Codato"

Preganziol

Il comune di Preganziol ha messo a disposizione della Fondazione il diritto di superfice di un'area di circa 5000 metri quadri,parte di un lascito di sua proprietà, per la costruzione di una comunità alloggio, con la proposta di suddividere i costi dell'opera in tre parti, a carico rispettivamente dello stesso ente locale(con altri Comuni del Distretto), della cooperativa Castel Monte (cui- poi a precise condizioni- verrà data in gestione la comunità) e della Fondazione. Il ministro del Welfare- grazie alla intermadiazione della provincia di Treviso- ha concesso un contributo di 250 mila euro. Molteplici le iniziative per la raccolta fondi sia da parte di privati che del comune stesso.

 

Casa dei "Giacinti"

Volpago del Montello

il Comune di Volpago del Montello ha messo a disposizione della fondazione un'area di 5.000 metri quadri in una magnifica zona panoramica a ridosso della locale scuola media. L'edificio è stato ultimato a dicembre 2006 grazie anche ad un determinante contributo di 800 mila euro concesso per interessamento della Provincia di Treviso, dal Ministero del Welfare.
Da subito si è attivata una significativa sinergia di iniziative con il gruppo di famiglie del luogo (il gruppo "La Tribù") e con l'intero territorio, a partire proprio dagli stessi studenti dell'attigua scuola media che hanno scelto di loro iniziativa il nome da dare alla casa. Come detto, ogni anno viene promossa la raccolta fondi "un bulbo germoglia la solidarietà". Si è ancora in attesa di conoscere la data per l'apertura della casa dall'attuale Ulss8

Casa "Austella Cescon"

Lutrano (Fontanelle)


Una storia, questa, del tutto diversa. La Fondazione, infatti, non conosceva personalmente Austella Cescon di Lutrano. E' stata una vera sorpresa apprendere che la signora - consigliata da persona amica della Fondazione, il dr.Virginio Pedron suo commercialista - nel testamento aveva lasciato la sua intera eredità (casa, adiacenze, terreni e la somma di circa 800 milioni di vecchie lire) alla Fondazione, con il vincolo di costruire in loco una delle nostre comunità.
A tutt'oggi si è ancora alla ricerca di un piano di finanziamento capace di coprire l'intero onore della costruzione, anche se ci si sta orientando nel procedere quanto prima a stralci successivi, utilizzando la somma finora disponibile.
E' doveroso, comunque, ricordare che in precedenza il Comune di Oderzo aveva offerto al "il Nostro Domani" un'area in diritto di superfice in zona centrale;offerta che la Fondazione ha dovuto declinare, considerati la vicinanza di Oderzo con Lutrano e il vincolo testamentario là contratto.

Conegliano

Per interessamento e pressioni delle locali Associazioni di familiari - in particolare dell'associazione" Margherita" il Comune di Conegliano ha offerto alla Fondazione un ampio appezzamento di terreno in una zona fortemente urbanizzata. Anche qui, per ora, si è fermi - nonostante alcune iniziative molto volenterose delle famiglie del posto - alla ricerca di fondi adeguati.
In precedenza, erano intercose numerose trattative con due famiglie del posto disposte a regalare alla Fondazione parte dei loro terreni allo scopo di costruire una comunità per i propri figli. La Fondazione, alla fine, ha deciso di privilegiare l'offerta del Comune in quanto situata in zona più urbanizzata.

 



 


 

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